La Rilevanza Liturgica della Parola e il suo Sostegno Tecnologico

by Koine Magazine

Il valore liturgico della Parola Guido Genero, liturgista Fin dall’inizio della sua storia, la Chiesa cristiana ha imparato ad obbedire al comando del suo Signore e di conseguenza, non ha mai cessato di radunarsi in assemblea di culto per ascoltare la Parola di Dio e celebrare i segni sacramentali[1]. Dentro questa scia rituale, il codice linguistico e, anzi, il codice sonoro con tutte le sue implicanze – del resto collegate alla visibilità e alla tangibilità dei simboli – è stato privilegiato non solo per la sua intrinseca potenza, ma perché progettato come essenziale dalla stessa volontà del Maestro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura» (Mc 16,15). Questo comando viene realizzato non solo nell’annuncio, nella predicazione e nella catechesi, ma si avvera con stabilità in ogni celebrazione:«Infatti la stessa celebrazione liturgica,...

Tendenze attuali nell'uso e nelle caratteristiche delle vesti liturgiche

by Koine Magazine

Negli anni post-conciliari (cioè dal 1965 ad oggi) per quanto riguarda le vesti liturgiche sono emersi nel clero italiano, in modo del tutto informale, atteggiamenti nuovi rispetto agli anni precedenti ed è innegabile che, nello stesso periodo, vi sia stata anche una certa evoluzione dei tipi e dei modelli delle vesti stesse. In un primo arco di anni, dall’immediato dopoconcilio a tutti gli anni settanta, si è notato un diffuso atteggiamento di “disagio” nei riguardi delle vesti tradizionali e nei riguardi di quelle antiche in genere. Non sono mancati atteggiamenti di radicale secolarizzazione che hanno portato alla messa in discussione dei paramenti stessi. Dalla maggioranza dei sacerdoti, tuttavia, l’attuazione della riforma liturgica è stata “spontaneamente” interpretata in questo campo da una parte come preferenza per...


Una veste sacerdotale nell'azione liturgica: la casula note liturgiche

by Koine Magazine

La liturgia cristiana riconosce il proprio statuto essenziale nella memoria rituale degli eventi pasquali di Gesù Cristo, trasmessi ai credenti, che sono la Chiesa, mediante le azioni comunitarie che esprimono e significano la salvezza donata da Dio nell’oggi della fede. (Cfr. Sc nn.5-7). Il Concilio Vaticano II segna una svolta importante nella chiarificazione globale del concetto e della prassi liturgica corretta. I segni di comunicazione sono indispensabili alla celebrazione e mantengono il loro valore in un contesto che congiunge gli antichi fatti pasquali con i successivi dati culturali. Solo a questo patto, l’uso accolto nella Chiesa di codici rituali differenziati (iconico, verbale, olfattivo, gestuale, vestimentale, oggettuale), mantiene la sua sensatezza anche nel confronto e nel contesto delle grandi opzioni di fede. Sarà la storia della fede cristiana a guidarci...

Giovedì, 01 Marzo 2018

Koinè Ricerca


Venerdì, 20 Aprile 2018

NOVITA' EDITORIALI: Itinerari dell’Anima. Campania e Dintorni

Venerdì, 23 Marzo 2018

Appuntamenti

Venerdì, 23 Marzo 2018

NEWS EDITORIALI: Le Cattedrali del Lazio

Il tuo browser non è aggiornato!

Aggiornalo per vedere questo sito correttamente. Aggiorna ora

×