I musei Ecclesiali

Fede e Devozione, Turismo Spirituale


I musei Ecclesiali

Il museo ecclesiastico ha un vantaggio particolare. A differenza del museo laico, dove la pala d'altare si trova accanto al ritratto e al paesaggio, le opere raggruppate nei musei di chiesa rientrano tutte in un unico sistema culturale, con le sue tematiche dominanti e con il filo conduttore contestuale che è la liturgia (il 90% degli oggetti esposti nei musei ecclesiastici erano creati per l'uso liturgico). Ricostruire questo contesto significa dare senso alle opere, e nel contempo valorizzare al massimo il loro contenuto di fede. La mostra allestita nell'occasione del Congresso Eucaristico a Bologna nel l997, Mistero e immagine. L'Eucaristia nell'arte dal XVI al XVIII secolo, è un esempio brillante di ciò che potrà essere l'approccio anche dei singoli musei ecclesiastici: una mostra in una chiesa (ancora officiata, con le donne che recitavano il rosario in una cappella appartata), dove, entrando, il visitatore si trovava in mezzo a una processione per il Corpus Domini: decine di manichini a grandezza naturale, parati di camici e stole, pianete e piviali sontuosi, intorno al «vescovo» recante l'ostensorio sfavillante sotto il baldacchino di broccato! E tutt'intorno le monumentali tele raffiguranti i soggetti eucaristici del periodo della Controriforma, con «coraggiose» didascalie, né troppo lunghe né troppo difficili ma dense di significato religioso. (Catalogo edito per Electa, Milano, 1997).

Così bisogna fare! La fede è vitale, e per comunicarla bisogna ricreare i suoi contesti di vita, che sono anche i contesti della sua creatività: della creatività cioè che essa stessa, la fede, ha stimolato negli artisti. È compito del museo ecclesiastico fornire quest'essenziale chiave «filologica» che è la fede, ricostruendone la dinamica comunitaria ed individuale visibile nelle opere da essa plasmata.

E là dove il museo è specifico - un «museo della cattedrale», voglio dire, o «del santuario» - il compito diventa altrettanto specifico: ricostruire il senso teologico, liturgico e devozionale dei programmi iconografici della chiesa in oggetto. Ogni grande chiesa, infatti, congloba l'intero universo dei contenuti della fede cristiana, rendendo facile e quasi inevitabile la sua rappresentazione integrale: favorendone cioè la ricucitura, nella sua unitarietà, di quel tessuto culturale che i musei laici invece tendono a atomizzare.

Il Museo ecclesiastico deve offrire questo servizio in primo luogo alla Chiesa, sviluppando rapporti operativi con gli uffici diocesani per la cultura, per la catechesi e per la scuola, coordinando visite guidate alle sue collezioni per gruppi, anche come forma di «catechesi per gli adulti». Esso deve poi offrire il suo servizio al mondo, promovendo la normale gamma di iniziative di ogni museo regionale o civico, ma nell'ottica della fede che è la sua specificità.

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