Lacrime di Luce: il volto dell'Addolorata tra preghiera e arte (XV – XX secolo)

Una grande mostra a Vicenza, al Santuario di Monte Berico fino al 6 ottobre 2019.

Fede e Devozione


Lacrime di Luce: il volto dell'Addolorata tra preghiera e arte (XV – XX secolo)

Un articolo di Angelomaria Alessio

L'immagine della pietà, con la figura della Madre di Dio che piange sul corpo morto del Figlio, è uno dei soggetti più amati da artisti, poeti e musicisti di ogni luogo e tempo della cristianità.

Il pensiero corre subito ai capolavori concepiti da Michelangelo: la celebre Pietà vaticana è frutto di una tradizione iconografica che dal Medioevo, bagnato di lacrime dei popoli europei flagellati da guerre e da pestilenze, giunge senza interruzioni fino ai giorni nostri, toccando uno dei suoi momenti salienti nel corso del Novecento, secolo dei tremendi olocausti, in cui la metafora del compianto acquista nuovamente tutta la primordiale energia emozionale e spirituale di resistenza umana alla barbarie.

Di fronte a un argomento particolarmente ricco di esiti e complesso, la mostra si concentra innanzitutto sul patrimonio artistico, librario e archivistico custodito nel convento dei Servi di Maria di Monte Berico, proveniente in parte anche da altre fondazioni dell’Ordine, come San Siro, Rovato, Reggio Emilia, Pietralba, Carpenedo e Sant'Elena.

A dare l'avvio all'intero percorso espositivo è la cinquecentesca Pietà di Bartolomeo Montagna, collocata sin dalle origini nell'omonima cappella all’interno della parte più antica dello spazio liturgico del santuario.

Complessivamente, il percorso espositivo coinvolge più di 60 opere d'arte eseguite in varie epoche e con tecniche diverse, accostate a un notevole corredo documentario legato al culto dei sette dolori di Maria, fiorito soprattutto tra Sei e Ottocento sotto il patrocinio spirituale dei Servi di Maria.

Dalla chiesa al museo, dalla cappella dell’antico convento alla sala dei Sette Santi Fondatori: l'itinerario narrativo coinvolge in modo diametrale vari ambienti del santuario, proponendo di ascoltare in modo più contestuale la voce interiore di alcune opere già note a chi frequenta la chiesa, per incontrare in seguito altre testimonianze meno note al pubblico vicentino, come la medievale Vesperbild e la Pietà quattrocentesca di scuola veneto-cretese, provenienti entrambe dal monastero di Carpenedo, inserite ora nella sezione antica della mostra, concentrata nel Museo del santuario.

Il percorso espositivo continua poi con il telo liturgico raffigurante le Lamentazioni sul sepolcro di Gesù (Epithaphios) del XVIII secolo, per sfociare poi in una ricca rassegna di opere del Novecento.

La mostra è visitabile ogni sabato e domenica fino al 6 ottobre (ingresso libero)


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