La veste sacra nell'azione liturgica

Le funzioni della veste liturgica nella celebrazione

Liturgia e Devozione


La veste sacra nell'azione liturgica

di Arch. Micaela Soranzo

Le vesti liturgiche, con la loro bellezza, sono chiamate a conferire ‘decoro’ alla celebrazione, la cui dimensione estetica non è da trascurare. Infatti, fanno parte di quell’universo complesso e articolato di ‘segni’, senza i quali la liturgia non può concretamente esprimersi. Attualmente vi è un accurato studio sia delle forme che dei tessuti, anche se è il colore l’elemento che forse meglio individua un desiderio di rinnovamento. Le direttive che hanno guidato la riforma liturgica anche nel settore delle vesti sacre non sono state sempre presenti nella vasta produzione post-conciliare dei paramenti confezionati in serie, così che anche oggi sono talvolta privi di quella ‘nobile semplicità’ di cui parlano i Praenotanda al Messale Romano. È questo, dunque, ancora un tempo di tentativi e ricerche, poiché vi è l’opportunità di utilizzare nuovi tessuti, colori e forme per le vesti liturgiche, lasciando ampio spazio alla creatività.

Anche le vesti, con la loro bellezza, sono chiamate a conferire ‘decoro’ alla celebrazione, la cui dimensione estetica non è da trascurare. Le vesti, infatti, fanno parte di quell’universo complesso e articolato dei ‘segni liturgici’, senza i quali la liturgia non può concretamente esprimersi. Inoltre i ministri devono indossare vesti particolari e diversificate, perché nella “Chiesa, corpo mistico di Cristo, non tutte le membra svolgono lo stesso compito. Questa diversità di compiti, nella celebrazione Eucaristica, si manifesta esteriormente con la diversità delle vesti sacre, che perciò devono essere segno dell’ufficio proprio di ogni ministro. Conviene, però, che tali vesti contribuiscano anche al decoro dell’azione sacra” (OGMR 335).
Nell’Omelia per la Messa crismale del 2007, Benedetto XVI afferma che “il ‘rivestirsi di Cristo’ viene rappresentato sempre di nuovo in ogni santa messa mediante il rivestirci dei paramenti liturgici. [...] Il fatto che stiamo all’altare, vestiti con i paramenti liturgici, deve rendere chiaramente visibile ai presenti e a noi stessi che stiamo lì ‘in persona di un Altro’ ”

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